Alvin Greene

Il padre dei candidati improbabili è Alvin Greene, che in South Carolina si giocherà un posto al Senato. Più precisamente, Greene è un non-candidato, visto che nemmeno i suoi compagni democratici volevano la sua nomina e anzi hanno evocato il complotto dei repubblicani: loro avrebbero pagato il fantoccio politico Greene per candidarsi alle primarie e quindi farsi battere facilmente dal supersenatore Jim DeMint alle elezioni del 2 novembre.
17 AGO 20
Immagine di Alvin Greene
Il padre dei candidati improbabili è Alvin Greene, che in South Carolina si giocherà un posto al Senato. Più precisamente, Greene è un non-candidato, visto che nemmeno i suoi compagni democratici volevano la sua nomina e anzi hanno evocato il complotto dei repubblicani: loro avrebbero pagato il fantoccio politico Greene per candidarsi alle primarie e quindi farsi battere facilmente dal supersenatore Jim DeMint alle elezioni del 2 novembre. In pratica un candidato civetta, complice anche la consuetudine elettorale delle “primarie aperte”, in cui gli elettori possono votare i candidati a prescindere dallo schieramento.
Greene ha preso il 59 per cento dei voti democratici, percentuale sospetta per un candidato che non aveva un sito internet, manifesti, non ha fatto comizi, ha rifiutato gli inviti degli amministratori locali, ha investito in tutto 10 mila dollari ed era anche accusato di atti osceni per aver mostrato a una ragazza una foto pornografica al college e averle poi chiesto di proseguire la conversazione in camera. Il candidato civetta si aggiunge alla lunga lista di figure che animano un’elezione così vivace da sembrare folle.